Gianfranco Dioguardi a ICT & Expo, tavola rotonda organizzata da Data Manager

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Aprile 13, 2010 - 12:00am

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Expo Global e Local
Gianfranco Dioguardi, professore ordinario di Economia e Organizzazione aziendale, Politecnico di Bari, tra i primi esperti a parlare di “impresa rete”, nel suo intervento, fa notare il rapporto tra l’Expo e il territorio, con particolare riguardo al ruolo del Mezzogiorno come ponte sul Mediterraneo e come leva per il made in Italy. «Il concetto di innovazione – spiega Dioguardi – va sviluppato per superare la crisi, e la sua implementazione può trovare una validissima occasione nell’Expo milanese senza prevaricarne l’immagine sostanziale. L’Expo 2015 può essere certo uno strumento “straordinario” per fare “cose ordinarie” di cui il Paese ha necessità, ma non bisogna dimenticare che il tema portante è pur sempre “Nutrire il pianeta” e questo argomento deve essere assolutamente meglio focalizzato perché diventi strategia di base per il successo della manifestazione italiana. In tal senso una domanda da porsi è come quell’argomento di base possa essere caratterizzato dal “made in Italy”. Un “made in Italy” che deve sposarsi con il concetto di “Expo diffusa” e non soltanto sull’area milanese. Si deve, infatti, diffondere all’intero territorio italiano, coinvolgendo le città più importanti per realizzare una rete virtuosa in grado di esportare la visione italiana “di nutrire il Pianeta” partendo dalle singole città, in una concezione di mercato reso globale proprio dall’azione unitaria di governance dell’Expo».

«Milano – aggiunge Dioguardi - dovrebbe assumere una leadership capace di guidare le città più significative come Venezia, Trieste, Torino, e altre ancora, ma soprattutto quelle del Mezzogiorno, perché trovino la loro più idonea caratterizzazione funzionale nell’ambito generale della manifestazione. Su questo problema un apporto fondamentale deve essere riservato alla cultura e ai processi formativi in particolare della “generazione 2015” affinché si determinino nuove professionalità capaci di proiettare i giovani, che vivranno da protagonisti l’Expo 2015, verso il mondo che la manifestazione avrà insegnato a considerare come villaggio globale: le istituzioni culturali, le scuole, le università dovrebbero essere rese consapevoli di un ruolo e di un impegno di straordinaria importanza».

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